giovedì 16 dicembre 2010

A chi giovano gli scontri di piazza. Le reazioni del "popolo sovrano"

Un segnale significativo dei primi effetti della "vittoria" ai 3 punti di Berlusconi in Parlamento l'ho notato  nei commenti di lettori pervenuti  al seguito degli articoli che riferivano degli scontri di piazza accaduti a Roma in contemporanea con le votazioni alla Camera. Sono spuntati come funghi dopo la pioggia  i "berluscones", ovvero i difensori dello status quo berlusconiano, già da prima inferociti contro Fini e da ieri moltiplicati e rinvigoriti contro l'odiata "sinistra" colpevole di tutto  e responsabile come mandante dei disordini di piazza che hanno causato decine di feriti tra le forze dell'ordine e i manifestanti e notevoli danni a negozi e auto incendiate. Ecco un florilegio:

Scelti a caso su Quotidiano Net, tra i commenti di lettori agli articoli del 15 dicembre 2010 che riferivano dei disordini di Roma intitolati “Guerriglia a Roma: scontri in centro Cento feriti, diversi fermati VIDEO – FOTO” e poi “Scontri di Roma, è lui l'uomo con la pala? Domani in 26 a processo per direttissima Sul web caccia agli infiltrati / GUARDA IL VIDEO” e infine "Roma: preso l'uomo con la pala E' un liceale, di estrema sinistra".....
…....
- Elia 15 dic, Ore 14:08:22
Io non capisco perchè non si dà l'autorizzazione alle forze dell'ordine a sparare, sia in questi casi che nei disordini allo stadio. Quando qualcuno di questi scemi rimane esanime a terra, qualcun'altro si spaventa e si ricostituisce l'ordine automaticamente. Vedi Genova G8.
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- ste ore 15:19:00
facciamo scendere in piazza i corpi scelti del nostro esercito e diamogli mano libera, vedrete che questi bastardi la smettono di rompere; quello che è successo ieri è la dimostrazione che a genova ne hanno prese poche , per i danni andate a chiedergli alle loro famiglie orgogliose sicuramente di avere di avere dei bastardi di tale fatta come figli
è piaciuto a vitvi49  batman  x mas
- clodoveo ore 14:30:47
Scusate, ma l'idea di utilizzare tiratori scelti ben appostati durante le manifestazioni e dare loro ordine di sparare, mirando alla testa, contro coloro che, mascherati, stanno sfasciando vetrine, assaltando bancomat ed incendiando auto ed aggredendo a bastonate i poliziotti, vi pare davvero così bieca e reazionaria come si dice in giro?
Io credo che libereremmo da un incubo, oltre che noi stessi , anche le loro famiglie.
è piaciuto a vitvi49  batman  x mas

- Vanna/Fi ore 15:22:48
Sono mesi che propongo dei begli idranti con acqua ghiacciata! Calmerebbero i bollenti spiriti!
è piaciuto a atir47 Elena Firenze

- vitvi49 ore 15:06:26
Certa gente va eliminata fisicamente, se la polizia avesse sparato ed avesse ripulito il mondo da questa merda non avrei certo protestato. Se poi, qualche famigliare di questa feccia del mondo avesse protestato, gli avrei anche fatto pagare le pallottole. 20 mililioni di danni, non ho nessuna intenzione di contribuire a pagarli, visto che qualcuno è stato preso cominciamo a presentargli il conto. A questi, e ai famigliari prendiamogli casa, auto, stipendio e tutto ciò che hanno o avranno. Tutto questo sarà possibile solo dopo aver ripulito la magistratura da certi personaggi, Napolitano sveglia, sei anche il capo della magistratura, prendi la scopa.
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- davide ore 17:39:09
allora facciamo fuori i violenti! e perchè non arrestarli, picchiarli o lasciarli a sanguinare?
hai ragione che ci sono persone civili che manifestano e verso queste nessun problema. Gli altri a mio avviso possono anche morire.

- Elena Firenze ore 17:12:21
Cara Vanna, io propongo anche che la polizia postale rintracci chiunque nei vari blog ha giustificato e sostenuto i rivoltosi, dandogli ragione e affermando che hanno fatto bene... e li condanni al pagamento dei danni in quanto complici di un reato.
Questo tipo di reato è contemplato dal nostro codice penale come apologia, e se non sbaglio " apo " vuole dire "ragionamento a favore di..."
Sono quindi conniventi.

- Max ore 18:20:34
Propongo di annaffiarli con i fanghi di un depuratore.... li identifichi anche dopo settimane!!!
è piaciuto a Dracone

- beau geste ore 14:24:45
ragazzi! ragazze! i sinistri e i finiani, dopo aver tentato con i pm rossi, con i giornali scandalisitci rossi, con i traditori amici dei rossi, ora ci provano i complotti contro i rossi! allora, UNA MANIFESTAZIONE non autorizzata che vuole FORZARE un blocco, GIA' DI PER SE,' NON E' PACIFICA; SIAMO D'ACCORDO FINOCCHIARO? poi, che nel caos più totale ci si infilino degli sfigati per rompere delle teste è cosa RISAPUTA (ricordo, le manifestazioni "pacifiche" a parigi dei contestatori antiriforma sarkozi nelle quali si infilarono gli extracomunitari delle banlieu e SFOGARONO IL LORO ODIO sulla città devastandola)! ciò detto, stiamo ai dati di realtà: la contestatrice che sparò un fumogeno in faccia a bonanni, ERA UNA INFILTRATA? no, figlia di papà magistrato! l'infelice che ferì berlusconi a milano, ERA UN INFILTRATO? no, flglio di iscritti al PD! le "femministe" che presero a calci la carfagna e la prestigiacomo, ERANO DELLE INFILTRATE? no, erano delle militanti dei centri sociali e dell'arcigay! i contestatori che davanti a montecitorio aggredirono gli on. ghedini e bongiorno costringendoli a rifugiarsi in un bar, ERANO DEGLI INFILTRATI? no, erano dei milianti della sinistra antagonista! QUINDI, I SINISTRI ED I LORO MEDIA (repubblica, la stampa, rai, la7, skytv, radiomontecarlo, l'espresso, ecc.) NON FACCIANO I FURBI INSINUANDO COSE IN MODO DA DISTOGLIERE L'ATTENZIONE SUL VERO PROBLEMA: la loro INCAPACITA' di saper stare in democrazia!!!
è piaciuto a Palì   delusa   Oscar  atir47  Luka70  riccardo  x mas SUPERGIGI  max  Fausto  Mosquito  Ospite

- pitocco ore 17:30:23
Disprezzo per chi fiancheggia la violenza comunista (lo dice anche Bonanni della CISL, dai e dai... ) con menzogne e protezioni. Una mafia.

- SUPERGIGI ore 17:37:56
Ottima analisi Beau Geste! Chi cerca ora di distaccarsi da questi eventi sono i soliti politicanti che nel passato si identificavano solo con l'indottrinameto dell'ideologia dittatoriale del bolscevismo e che hanno sempre fatto della disinformazione e della manipolazione dei fatti l'unica arma, mistificata come democratica, per mantenersi al potere. Lungi da loro ogni forma di dialogo o di rispetto per la maggioranza dei cittadini che sono alla base di ogni democrazia. Non con l'uso di programmi alternativi, di proposte innovative, di idee costruttive o semplicemente con un confronto intellettuale, ma solo con l'intrallazzo di palazzo, con l'uso sfacciato e arrogante della magistratura, con l'istigazione delle varie frange più estremiste ed imbevute di odio classista-ideologico a manifestarsi nel più barbaro dei loro talenti, che questa opposizione pensa di arrivare a governare. Queste persone, Finocchiaro Bersani Dalema Franceschini pensano solo, allora come adesso, che la cosa pubblica non appartenga alla gente e loro sono solo chiamati a offrire un servizio, ma si sentono detentori per ragione divina o ideologica della ragione, del potere e della verità. Il popolo che da sempre dicono di rappresentare si sta allontanando sempre di più. Questo non è certamente un bene per il sistema democratico e per l'Italia, che ora soffre per non avere un'opposizione proponibile per l'alternanza del potere.

- Max ore 18:22:30
ma quanta ragione Hai!!!!


** E sul Corriere online di ieri 15 dicembre, tra i 414 commenti all'articolo intitolato “Finocchiaro: «Maroni ci dica chi ha pagato gli infiltrati»,
prevalevano quelli di questo tenore":
- DELINQUENTI ROSSI 15.12|20:05  da deadlyweapon
Ma la sinistra Finocchiaro (pluritrombata alle elezioni regionali sicilane) che cosa insinua? Che le devastazioni fatte a Roma dalla teppaglia rossa erano in realtà opera di belusconiani che volevano mettere in cattiva luce il sinistrume il giorno che tentava di sfiduciare il berlusca? Questo sostiene la raffinata e snob Finocchiaro? Bene compagni, bene! Andate avanti con queste cialtronerie vedrete quanta strada farete ...
- Chi? 15.12|20:05    da  Bertoldo41
La Finocchiaro vuole sapere chi ha mandato a Roma i devastatori. Chi? Quelli (anche i ben noti cattivi maestri, come Negri, Sofri, Senzani) che mandarono in giro i terroristi comunisti (Curcio, Balzerani, Battisti & compagni) negli anni di piombo e pure dopo (vedi Lioce & compagni), ma anche quelli che hanno mandato Carlo Giuliani (travisato in volto e) con un estintore (Carlo, eroicamente, voleva spegnere l'incendio della camionetta dei carabinieri) e mandano tuttora in giro gli innocui centri (a)sociali, le "sinistre antagoniste" ed altri gruppi di timorati di Dio e del prossimo. Ma chi vuole infinocchiare?

Ho  voluto comunque dire la mia su Quotidiano Net dapprima sotto un articolo nel blog di Giuseppe Tassi intitolato
"Ma le violenze dei teppisti di Roma giocano a favore di Berlusconi"
Pubblicato il 14/12/2010 - 18:25, che terminava con valutazioni che condividevo:
"........Ogni gesto violento, ogni sovvertimento dell'ordine pubblico innesca una reazione contraria. L'italiano medio, i romani e gli abitanti delle altre città colpite dai disordini, non vogliono che le strade diventino il territorio della violenza bruta, il teatro di un far west quotidiano.
Ecco perché dal fuoco di Roma il governo Berlusconi, debole dei numeri dopo il voto in aula, esce rafforzato: più solido, più compatto. Perché idealmente appoggiato da tutti coloro che condannano il partito del disordine e della violenza ad ogni costo".
Quindi avevo scritto:
- Cassandra testarda 14 dic. Ore 21:30:44
Ma non è sempre stato così? I disordini violenti di piazza hanno sempre favorito i governi in carica e vanificato le manifestazioni democratiche e pacifiche. Specie se ci scappavano morti e feriti. Ricordate le confessioni della buonanima di Cossiga?
Questo mio  semplicissimo e inoffensivo commento non è stato pubblicato.
Ho quindi ritentato sotto il primo articolo che riferiva dei disordini
- Cassandra testarda 15 dic. Ore 12:57:41
Mi permetto di entrare in questa fossa dei leoni scatenati ad azzannare chiunque somigli vagamente a qualcosa di sinistra, per fare qualche osservazione.
Premetto che sono contrarissima alle manifestazioni violente, di qualunque natura o colore siano, senza se e senza ma; però mi danno fastidio anche questi processi sommari in cui , senza sapere ancora chi sono i teppisti arrestati e chi li ha mandati, si sparacchia nel mucchio e si indica come responsabile con certezza e in toto, "la sinistra", come fosse fucina di delinquenti, violenti e pronti alla guerra civile. Qualcun altro si scaglia contro presunti figli di papà con giubbotto firmato, ma sempre ovviamente "di sinistra".
Io ovviamente non so chi ci fosse dietro quei caschi neri, ma mi sembra strano il fatto che nelle scorse settimane si son svolte due imponenti manifestazioni , una indetta dalla CGIL e l'altra dal PD, "tutti di sinistra"e non è successo nulla di illecito. Altre manifestazioni di studenti in varie parti d'Italia, pur vivaci in alcuni casi non hanno provocato danni o feriti. Nè è successo qualcosa di grave causato dai ricercatori e e dagli insegnanti e studenti accampati sui tetti a prender freddo.
Solo ieri, e proprio allo scoccare dell'esito del voto alla Camera, sono comparsi questi "black bloc" incappucciati e dotati di armi improprie che hanno cominciato a far danni, e sono entrati in conflitto con la polizia. Così ora eccoci tutti qui a solidarizzare, giustamente, con le forze dell'ordine ferite ma anche un po' troppo precipitosamente e strumentalmente a cogliere l'occasione per riesumare odio e istigazione ad una analoga violenza contro una parte politica, innocente fino a prova contraria, con toni da guerra civile.
Non ho colto qui la stessa vivace solidarietà per le forze dell'ordine che l'altro ieri manifestavano davanti alla residenza del premier Berlusconi ad Arcore, per protestare contro i tagli di bilancio che li hanno praticamente messi in condizione di non poter adeguatamente svolgere il loro lavoro.
Qualcosa non mi quadra.
Questo è stato pubblicato, ma l'articolo è stato subito allontanato e messo in archivio con tutti i suoi 176 commenti, sostituito da un altro di aggiornamento sullo stesso tema;  comunque qualcuno dei berluscones più agguerriti  mi ha trovato per aggiungervi repliche di questo tenore :
- Reply di Nico ore 13:21:48
A lei non quadrerà ma io la invito a guardare i video e le fotografie di quello che è successo ieri. Insieme a questi ''Black Bloc'' (non capisco perchè quelli che fanno casino li chiamano sempre così) c'era anche un certo signore di nome Caruso che solo due anni e mezzo fà era deputato del partito della Rifondazione Comunista fedele alleato di governo con il signor Prodi, la signora Bindi, il signor D'Alema e il signor Bersani;e non ci scordiamo del signor Di Pietro. Quindi veda un po lei, sò che è difficile, ma ci provi, si sforzi, vedrà che se si applica bene ce l'ha fa a capire chi ce li manda questi bastardelli comunisti schifosi a devastare le città!!!
----- Nuova replica mia che non sto a riferire perchè la triste telenovela di come è ridotto il dibattito politico in mezzo al "popolo sovrano" cresciuto e coltivato da questo centrodestra, oggi è ormai troppo lunga e fa male al cuore.




martedì 14 dicembre 2010

Berlusconi ha vinto, l'Italia ha perso. Condoglianze agli italiani

E ho detto tutto (nel titolo).
E' il primo commento che mi è venuto in mente dopo aver saputo dell'esito della votazione alla Camera, che ha respinto la mozione di sfiducia delle opposizioni per 314  voti contro 311.
L'agonia del governo Berlusconi quindi può continuare, con tre pillole di placebo  fornite  da un paio di finiani "pentiti"  nel corso della notte e da tre esemplari  ex PD ed ex Italia dei Valori convertiti a nuova fede berlusconiana da misteriose  e potenti argomentazioni. C'è chi dice molto  sbrigativamente che siano stati "comprati" nel "mercato delle vacche"  scatenato nell'ultima settimana dagli emissari del premier.
Da questa battaglia della  sfiducia  mancata escono in tanti con le ossa rotte. In primo luogo  Fini e  il neonato partito  di Futuro e Libertà, che aveva puntato tutto sulla richiesta di dimissioni di Berlusconi e sulla sfiducia della Camera, se il premier non si fosse dimesso. Adesso  sono i berluscones a pretendere a gran voce le dimissioni di Fini. Si parla già di movimento spaccato sul nascere e di possibile fuga di altri ora che  la prova di forza è stata persa.
In realtà pare siano stati solo 2 o 3 i finiani che non hanno  sfiduciato Berlusconi come da accordo convenuto nel gruppo. Ma si sa che le battaglie perse lasciano sempre morti e feriti sul campo.
Hanno perso pure tutte le opposizioni, PD, IDV, UDC, che  speravano   di riuscire ad avere qualche voto in più per dare la agognata spallata o avere almeno la soddisfazione morale  di vedere un ramo del Parlamento che negava la fiducia ad un  Capo del Governo ormai squalificato  e incapace di governare, anche se poi non avevano le idee chiare sul cosa fare e sul come mettersi d'accordo dopo.
Ha perso di credibilità pure il Parlamento tutto che ha dato uno spettacolo  miserevole, con le sue risse,  i  suoi atteggiamenti da stadio, il suo  evidente distacco dai problemi reali del Paese e la disponibilità di tanti a cambiare  schieramento dalla sera alla mattina, non tanto per motivazioni ideali, di coscienza o di principio, ma per puro interesse personale di carriera, visibilità e fors'anche  vantaggi materiali inconfessabili. Le accuse di tradimento sono rimbalzate da un fronte all'altro.

Gli sconfitti, forse anche per consolarsi,  dicono che quella di Berlusconi è una vittoria di Pirro, perchè una maggioranza così risicata e raccogliticcia non gli permetterà di governare davvero e vedere approvata la riforma  della giustizia che  a lui sta a cuore. La possibilità che in molte votazioni le proposte del governo vengano bocciate è reale. Del resto è già accaduto nei mesi scorsi. E anche questo è vero, ed è per questo che si può dire che sostanzialmente questo voto alla Camera certifica comunque una sconfitta  per l'Italia, che continuerà ad essere  non governata o governata male come negli anni scorsi.

Ma la sconfitta più bruciante io credo la subiscano e la sentano  gli italiani onesti, che  speravano, forse un po' troppo ingenuamente, che questa potesse essere l'occasione giusta per mandare a casa Berlusconi, un personaggio che ha ampiamente dimostrato la sua indegnità a rappresentare e guidare l'Italia.
E' dura per molti dover accettare che i disonesti, gli affaristi senza scrupoli, i corrotti e i corruttori,  gli amici di mafiosi, quelli che calpestano ogni senso di moralità pubblica e privata,  in Italia vincono, e sono pure difesi  con entusiasmo da una parte consistente di "popolo" ( e sono pure  sostenuti dai cardinali).
E' dura anche dover accettare che l'Italia resti prigioniera di questo piccolo uomo dai tanti vizi e dotato di una sola virtù: il suo attaccamento al potere e l'uso spregiudicato che ne fa. E constatare che nè la destra, nè la sinistra, nè il centro riescono a disarcionarlo, non solo a causa dei potenti mezzi che lui ha, ma anche per l'incapacità di  costruire una strategia comune. per l'alternativa.

Ricominciamo dunque con la sequela di promesse di "allargare la maggioranza", "fare le riforme", "dare stabilità al paese", ecc., mentre il paese reale soffre, con tutte le categorie sociali esasperate, dagli studenti agli insegnanti, ai poliziotti, agli operai licenziati o cassintegrati; il debito pubblico che cresce, l'aggravio fiscale e tariffario pure, i parlamentari che si aumentano la lauta paga e cambiano casacca due volte al giorno, un giorno si azzuffano e insultano e il giorno dopo si abbracciano.
Il premier può continuare a giocare al bunga bunga nelle sue 20 ville, a fare affari con Putin e Gheddafi e a farsi beffe del "popolo sovrano" che lo ha votato e che continua a sostenerlo felice e contento solo perchè ha "battuto la sinistra", come se avessero vinto il derby Milan- Inter (pagando l'arbitro...).

PS. Significativo,  e ben indicativo  di questo "costruttivo" spirito e metodo politico ispirato dal "partito dell'amore",  il titolo di prima pagina di Libero, il giornale d'assalto del ricco  arsenale berlusconiano : 
"Tié" , rivolto ovviamente al nemico sconfitto.

martedì 7 dicembre 2010

La Bibbia in versione Disneyland

Se una iniziativa del genere l'avessero proposta degli atei o agnostici di qualche associazione laicista, si sarebbe gridato alla bestemmia o al vilipendio della religione, perchè l'idea di ricostruire l'Arca di Noè e la torre di Babele in un parco di ispirazione religiosa ma di attuazione molto turistico- folkloristica e pure con mire di guadagnarci su, mi sembra molto caricaturale, e verrebbe già da definirla una "americanata", o una carnevalata, o una nuova Disneyland dedicata, invece che alle fiabe e ai cartoni animati , ai racconti della Bibbia ( qualche laicista relativista cattivo potrebbe trovarvi qualche similitudine).
Ma la cosa invece in USA, per l'esattezza nello Stato del Kentucky, la stanno prendendo molto sul serio, tanto che il Governatore ha deciso di finanziare con fondi pubblici il costruendo Parco con una bella cifra, corrispondente al 25% della spesa complessiva  prevista in 150 milioni di dollari.
A volere il Parco  con Arca di Noè  con misure  bibliche esattamente tradotte in misure americane  odierne, è l'Associazione religiosa "Answers in Genesis", che  trova tutte le risposte nel libro della Genesi biblica, presa alla lettera .

Il progetto è di questo gruppo di cristiani fondamentalisti che ha già aperto in Kentucky il Museo della Creazione. Il gruppo sostiene che la Bibbia contiene la verità letterale della creazione del mondo da parte di Dio. Il gruppo rifiuta il principio scientifico dell’evoluzione della specie, sostenendo che si tratta solo di una teoria, e gli contrappone il Creazionismo, secondo il quale la Terra è stata creata in sei giorni, appena 6 mila anni fa.
Il Museo della Creazione sorge a circa 60 chilometri dal parco dove verrà costruita l’arca. Intorno all’immensa finta imbarcazione, verrà ricreato un villaggio dell’era paleocristiana e una ”Torre di Babele”. Una sala teatrale con 500 posti sarà usata per proiettare documentari di contenuto religioso-biblico. E a bordo dell’arca verranno fatte salire coppie di giovani animali, secondo quello che l’amministratore crede sia stato l’operato di Dio stesso.
Sarà lunga 150 metri, costruita a mano e fatta interamente di legno.
Tale progetto ovviamente sta già suscitando polemiche  e  critiche soprattutto perchè finanziato da denaro pubblico, contravvenendo al principio di separazione tra Stato e Chiese, e tra l'altro e per un progetto religioso di impostazione antiscientifica e antistorica. 
Ma il Governatore si difende dicendo che il parco darà lavoro a centinaia di persone e questo gli basta. Inoltre è da tenere presente che un recente sondaggio avrebbe  dimostrato che il 31 % degli americani crede che la Bibbia sia storicamente corretta e rifletta parola per parola la volontà di Dio.
La percentuale sarebbe in realtà molto più alta presso le chiese fondamentaliste evangeliche che fra i cattolici: più del 40 per cento degli evangelici ci crede, contro un po’ meno del 20% dei cattolici, per i quali in genere la Bibbia è ispirata da Dio ma va ”interpretata”.
Comunque la pensino gli americani, una volta costruita l'Arca di Noè speriamo che a questi  cultori della Bibbia non venga in mente di provocare anche il Diluvio Universale.


PS.  Colgo l'occasione per riesumare qualche stralcio del capitolo dedicato all'esame dell'episodio biblico del Diluvio universale, tratto dallo studio critico  leggibile e scaricabile dal link a destra  su questo blog

Noè, l'Arca e il Diluvio universale
........ Ma l'aspetto più discutibile della vicenda emerge dal resto del racconto , dove è scritto “Il Signore vedendo che la malvagità degli uomini era grande sulla terra ... si pentì di avere fatto l'uomo, se ne addolorò in cuor suo e disse:”Sterminerò dalla faccia della terra l'uomo da me formato: uomini e animali, rettili e uccelli dell'aria, poiché mi pento di averli fatti“. Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore”.
Questo brano - spiega un autorevole commentatore (nel testo a cura dei Gesuiti di “Civiltà cattolica”, pag. 47) - è di “tradizione Jahvista e vuol far capire che l'uomo era già tanto disceso in questo disfacimento di sé, da rendere impossibile ogni speranza di recupero ... Il tragico antropomorfismo del pentimento divino mette in rilievo quanto sia potente il male, che è capace di annullare l'opera del Creatore; ma questo annullamento è deciso dal bene sommo, che è sempre l'unico arbitro dei suoi disegni e che non può permettere un successo definitivo del male ...”.

Sarà anche così; ma a me sembra che nell'immane sforzo di voler dare una spiegazione logica, o sacra, a fatti che reali e logici, e sacri , non sono, più che a fare chiarezza si contribuisca ad oscurare.

Più semplicemente, io penso che ancora una volta ci troviamo di fronte all' idea di un Dio che pensa e agisce come un uomo, come un padre deluso e arrabbiato coi suoi figli che fanno tutto il contrario di ciò che lui si aspettava. Ma al tempo stesso si recupera l'idea di un dio pagano crudele che ordina lo sterminio dei figli-sudditi, ritenendoli tutti peccatori da punire.
Come si può pensare che al tempo di Noè, quale che sia il periodo in cui lo si vuol collocare, tutti gli uomini sulla terra fossero così malvagi da meritare lo sterminio, vecchi, donne e bambini innocenti compresi? E anche ammesso che tutti gli adulti fossero così malvagi e colpevoli, bisogna riconoscere che la creatura di Dio, fatta a sua immagine e somiglianza, era completamente sfuggita di mano al suo creatore, il quale per millenni si era limitato ad assistere, impotente o indifferente, al progredire della malvagità e della corruzione sulla terra. Salvo poi svegliarsi una mattina, pentirsi di quel che aveva fatto e decidere di ammazzare tutti, adulti e bambini, sommergendoli sotto un diluvio d'acqua.
 ............
Poco ci consola il fatto che dal diluvio Dio abbia voluto salvare il buon Noè e i suoi 3 figli, e una coppia di ogni specie di animali, per ricominciare da capo - si spiega- e rinnovare il genere umano e animale sulla terra. Poichè poi vedremo che anche dalla discendenza di Noè verranno nuove iniquità e malvagità, guerre , flagelli e castighi.
Perciò faccio fatica a credere alla sacralità e al collegamento con “la morte e resurrezione dell'opera di Dio”, “alla fine del mondo peccatore e alla nuova Creazione”, di questo racconto mitologico, che poi si dilunga a precisare quel che “Dio disse a Noè” ordinandogli di costruire un'arca capace di contenere lui e i suoi 3 figli con le rispettive mogli, e una coppia di ogni specie di animali “immondi”, mentre di quelli “mondi” ne doveva prendere 7 coppie, indicandogli perfino le misure della nave “alta tre piani”, i materiali da usare “bitume dentro e fuori” e la tecnica di costruzione. 

........
La meticolosa elencazione degli ordini divini che Noè, “giusto e intemerato”, eseguì puntualmente, fa un po' sorridere per l'ingenuità e l'evidente intenzione dei compilatori di dare giustificazione divina a usi e costumi e convinzioni in uso in epoche successive al biblico Noè. Come fa sorridere la precisazione che Noè aveva 500 anni quando concepì Sem, Cam e Jafet e ne aveva 600 quando si trovò ad affrontare il diluvio. Diluvio iniziato “il giorno 17 del secondo mese”, quando “le cateratte del cielo si aprirono ... e piovve per 40 giorni e 40 notti ... le acque sorpassarono di 15 cubiti le vette dei monti .... e poi si ritirarono a poco a poco e passati 150 giorni si abbassarono .... al 17 del settimo mese l'arca si fermò sulle montagne dell'Ararat ... le acque continuarono ad abbassarsi fino al decimo mese .... Trascorsi 40 giorni, Noè aprì la finestra che aveva fatta ... fece uscire un corvo ... poi fece uscire una colomba che tornò a lui con un ramoscello d'ulivo ... il 27 del secondo mese dell'anno 601 della vita di Noè ... la terra era finalmente asciutta e Noè scoperchiò l'arca ...” e potè uscire, secondo l'ordine datogli da Dio.

Neanche una cronaca di un contemporaneo ancora vivente avrebbe potuto essere più precisa (se fosse stata vera).

 


 


 

 

sabato 4 dicembre 2010

Ho fatto un sogno


Io ho fatto un sogno: che il centrodestra metteva in minoranza e mandava a casa Berlusconi, perchè, anche se è stato eletto dalla maggioranza degli italiani a suo tempo, si è rivelato non degno e non capace di governare con equilibrio e saggezza l'Italia. Anche se c'era il suo nome sulla scheda, l'Italia non è una Repubblica presidenziale, e il capo del Governo, se perde la fiducia del Parlamento, può essere sostituito da un altro indicato dal Capo dello Stato dopo le canoniche consultazioni. 
Quando Prodi fu messo in minoranza dal Parlamento (e da una parte dei suoi sostenitori iniziali), anche se era stato eletto pure lui col nome sulla scheda e il simbolo dell'Ulivo, accettò la sconfitta e si fece da parte, e fu sostituito prima da D'Alema e poi da Amato, col sostegno di Cossiga e altri che pur non facevano parte  della compagine  eletta. Anche se più di un elettore ne fu deluso e si sentì tradito, nessuno fece la rivoluzione.
 
Ho sognato pure che il centrodestra, che ha avuto la maggioranza dei voti, faceva pulizia della "cricca" di affaristi, di cortigiani e di avvocati di cui Berlusconi si è circondato, per poter continuare a governare scegliendosi un nuovo leader, accettando di formare un nuovo governo guidato da persona autorevole e super partes, scelta dal Capo dello Stato col consenso del maggior numero di partiti. 

Ho sognato che quel governo con maggioranza di centrodestra, sostenuto sia pur esternamente  anche dalle opposizioni, varava finalmente una nuova legge elettorale più democratica del "porcellum" attuale

Ho sognato che anche il PD  mandava in pensione un bel po' di dirigenti coi capelli bianchi, in particolare uno coi baffi, e altri già un po' troppo stempiati e stanchi, e ritrovava finalmente una sua linea e una leadership autorevole energica e scattante e si preparava a fornire al paese una credibile alternativa di governo per le prossime elezioni. 

Poi mi sono svegliata e ho letto di Verdini che "se ne frega" e continua a restare dove non merita (coordinatore del PDL), di Berlusconi che crede di essere un imperatore invincibile  come Napoleone (prima di Waterloo), ho letto l'ennesima intervista di D'Alema (che non sta mai zitto  e non è più credibile neanche quando dice una cosa giusta ogni tanto)  e ho dovuto prendere un caffè con tre cucchiai di zucchero per risollevarmi il morale.

domenica 28 novembre 2010

Wikileaks: l'occhio del ciclone è su Obama e Hillary


Viene da ridere a pensare a chi l'altro ieri, Frattini in testa, parlava di "complotto internazionale per screditare l'Italia e Berlusconi".
Questo di Wikileaks mi sembra un bel complottone internazionale contro gli USA e Obama, perchè mette in crisi i suoi rapporti diplomatici col mondo intero. E' un colpo basso che potrebbe costringere la stessa Hillary Clinton , Segretario di Stato responsabile dei rapporti internazionali, alle dimissioni, o comunque a grandissimi imbarazzi e giravolte diplomatiche per  giustificare  atti e dichiarazioni riservate piuttosto brutali nei confronti di alleati blanditi  in veste ufficiale.
Non so fino a che punto sia lecito o utile alla pace rivelare al mondo che quasi sempre dietro ai rapporti ufficiali di amicizia e collaborazione e alle belle foto di gruppo scattate al termine dei ricorrenti summit internazionali (vedi in foto quella scattata a L'Aquila dopo il terremoto), ci sono scambi di corrispondenze private e riservate di funzionari e diplomatici che rivelano il vero pensiero degli stessi sui comportamenti e le strategie dei grandi leader o capi di Stato. Comunque non è una gran scoperta, lo si poteva intuire, e credo che questo doppio binario ci sia sempre stato.
Anche quello che emerge dai carteggi finora rivelati che riguardano l'Italia non è una gran scoperta ( Berlusconi viene definito da funzionari Usa ''un incapace, vanitoso e inefficace", "sovraffaticato a causa dei festini", nonché "portavoce di Putin"....).

Qualsiasi cittadino italiano mediamente informato aveva capito chi è Berlusconi e notato la sua predilezione per Putin e Gheddafi. Certo che se emergesse qualcosa di più concreto sul piano personale sul "perchè" di questa predilezione, per la magistratura si porrebbe la necessità di aprire un altro fascicolo.

mercoledì 24 novembre 2010

Risse, mistificazioni, prevaricazioni e censure

Non c'è che l'imbarazzo della scelta a voler commentare  fatti e fatterelli degli ultimi giorni. Cominciamo con le risse.
Ha fatto notizia  la lite tra la ministra Mara Carfagna e la deputata Alessandra Mussolini, sfociata in uno scambio di insulti e nella solenne abiura della Carfagna che ha  annunciato le sue dimissioni  da Ministra e dal PDL per protesta contro la conduzione del partito  in Campania, asservito da Consentino e immischiato in affari  poco puliti intorno alla gestione dei rifiuti. Oggi  si è aggiunta alla disputa la figlia di Berlusconi, Marina,  gratificata dalla stampa di una lunga intervista in cui si scaglia contro la Carfagna, ingrata traditrice e irriconoscente nei confronti del suo "creatore" Silvio il Grande, troppo buono con lei. Ghiotta occasione per propagandare  se stessa per  le sue presunte doti manageriali e umane di figlia degna del padre, e per  cominciare a presentarsi in pubblico come  candidata in pectore alla successione, nonostante le smentite ufficiali.

Anche se ci si può ridere su e fare dell'ironia, la lite Carfagna-Mussolini non è una semplice disputa tra donne di lingua sciolta nei "bassi" di Napoli, o "vajasse" che dir si voglia.  C'è dietro qualcosa di molto serio. Temo che il nostro "cavaliere nero"  non possa e non voglia scegliere: a Cosentino lui non può dire di no, e la Carfagna tenterà di riconquistarla, in un modo o nell'altro. Per me la tragedia italiana sta nel fatto che Cosentino possa disporre in Campania di un grosso pacchetto di voti "sicuri" da mettere sul piatto della bilancia di qualsiasi trattativa e contro qualsiasi critica o opposizione interna ed esterna, indifferente alle indagini della magistratura e alle accuse di collusione con la camorra. Il problema vero, in ultima analisi, sono i campani che votano a comando per questo "signore" maschio. Alle "signore" femmine resta solo da recitare qualche sceneggiata più o meno divertente, ma il regista che tira le fila è dietro le quinte. 

Questo mio  commento,  è stato pubblicato da Il Messaggero, ma non dal Quotidiano.net che da 3 giorni mi ha messo in castigo, cassando tutti i miei commenti. Forse hanno dato troppo fastidio  i miei precedenti scritti, critici verso Berlusconi, verso l'ultima esternazione del papa e soprattutto verso Dell'Utri; commento che aveva riscosso il gradimento col "mi piace" di ben 13 altri lettori.
Ben mi sta, scrivo troppo, chiaro, e senza peli sulla lingua, anzi sulla tastiera, senza timori reverenziali per nessuno .... 

- Quanto alle mistificazioni, anche qui  c'è solo l'imbarazzo della scelta.  
Cominciamo con quella lamentata da Silvio Berlusconi che è piombato come un falco inferocito sulla trasmissione di Ballarò ieri sera, punto sul vivo perchè un puntuale servizio aveva messo in rilievo   la contraddizione tra le promesse di soluzione del problema rifiuti a Napoli (entro 3 giorni... entro 10 giorni...) e la disastrosa situazione tuttora esistente. I fatti sono fatti, ma a raccontarli così come sono si è "mistificatori arroganti e prepotenti" secondo Berlusconi. Infatti per dimostrare  che lui così non è, ha insultato a dovere il buon Floris , non ha risposto ad alcuna domanda che il presentatore avrebbe voluto fargli (come concordato) e  ha sbattuto  la cornetta del telefono chiudendo il collegamento e rifiutando qualsiasi dialogo o contraddittorio. 
Sia chiaro che la Tv  è cosa sua, che lui entra ed esce come e quando gli pare e che i fatti sgradevoli bisogna nasconderli o lucidarli o stravolgerli alla Minzolini, in modo da far apparire sempre che lui è l'uomo del fare che risolve tutto. Quando Napoli è stata ripulita (per qualche giorno) il merito era suo. Quando la città è tornata sporca e sommersa dai rifiuti, la competenza non era più sua.  Facile e chiaro come l'abc del mistificatore.
Come disse quel chirurgo ai parenti di un paziente defunto sotto i suoi ferri "l'operazione è perfettamente riuscita, peccato che il paziente non l'abbia capito  e sia morto".

- Ieri  in Parlamento per due volte  la maggioranza è stata battuta ed è stato approvata una proposta dell'UDC con il voto di tutte le opposizioni, finiani di Fli compresi. 
E' inutile che Berlusconi faccia finta di non capire e non vedere: la maggioranza non ce l'ha più. Ridicolo anche che raccomandi ai suoi "sobrietà" e critichi "personalismi ed esibizionismi", proprio lui che di questi vizi è campione esemplare. Continui pure a dar spettacolo nel suo teatrino come primo attore; per tre settimane potrà anche tentare di recitare la parte dello statista (ma non è preparato....) e mettersi la cintura di castità, chiudere la porta di Arcore e dirottare l'amico fascista Lele Mora e le sue girls verso altri palazzi. Ma la misura ormai è colma, i cittadini-spettatori di questo spettacolino stucchevole e dejà vu sono stanchi. Più questi attori aspettano a lasciare la scena e meno spettatori resteranno. E sarà dura riportarli al botteghino del voto un'altra volta. 

Anche questo mio commento è stato bocciato dal Corriere e dal Quotidiano online; pubblicato solo dal Messaggero. Chissà perchè. 



Un'altra mistificazione della giornata è stata quella   perpetrata  dai rappresentanti dell'UDC che si sono recati a Roma a manifestare davanti alla sede della RAI , Casini in testa.
"Saviano e Fazio date voce a chi vuole vivere", si legge su uno striscione portato dagli oltre cento partecipanti al sit in.  La protesta è rivolta contro  la trasmissione ‘Vieni via con me'  per aver ospitato Mina Welby e Beppino Englaro che hanno portato la loro testimonianza sulla ‘dolce morte', a favore ella libertà di scelta di chiedere la sospensione di cure e alimentazione forzata.
Presenti al sit in, il segretario Lorenzo Cesa, il presidente Rocco Buttiglione e i deputati centristi Enzo Carra, Roberto Rao, Paola Binetti, il deputato del Pd Giorgio Merlo, consiglieri regionali e provinciali dell’Udc e rappresentanti delle associazioni e disabili gravi.
"Noi chiediamo semplicemente a Fazio e a Saviano - spiega Casini - di dare parola a coloro che dimenticati affermano ogni giorno il diritto alla vita. Non chiediamo - sottolinea il leader dell’Udc - la parola per i politici o per il nostro partito, ma chiediamo che si dia voce ai famigliari dei malati che ogni giorno cantano un meraviglioso inno alla vita".

Perchè questa è una mistificazione e una strumentalizzazione?
Perchè si insiste a voler contrapporre la richiesta di legalizzazione di una dichiarazione anticipata di volontà che preveda la libertà di scelta di rinunciare a cure e alimentazione forzata, alla scelta di chi, trovandosi in situazione di invalidità grave, lotta comunque per sopravvivere e cercare di migliorare la propria condizione con l'aiuto di famigliari e amici amorevoli, dei medici, della scienza e della sua fede (per chi ce l'ha). 
Le due possibilità di scelta non sono in contrapposizione, ma complementari, possono e devono coesistere. 
Infatti nessuno  vuole impedire ad un malato terminale o in stato vegetativo permanente di continuare a vivere in qualunque condizione si trovi, se questa è la sua scelta. Qualcuno ha sentito negli appelli di Mina Welby e del padre di Eluana Englaro,  a Vieni via con me o in qualsiasi altra sede, parole di odio o disprezzo per  chi vuole  continuare a vivere comunque? Qualcuno ha forse proposto leggi che costringano invalidi o persone in stato vegetativo irreversibile a morire contro la loro volontà? Certo che no.
In ogni caso la legislazione attuale già garantisce chi vuole continuare con qualsiasi mezzo e per qualsiasi durata di tempo. Non c'è bisogno di nessuna trasmissione televisiva o manifestazione, o dibattito  per par condicio  per reclamare un diritto che c'è già e che nessuno vuole togliere.
Se mai si può chiedere che l'assistenza sia migliore. ma questo è un altro discorso.
Chi non è garantito è proprio chi vorrebbe "staccare la spina " e smettere di soffrire. Ed è per questa libertà di scelta personale che si battono i sostenitori di un testamento biologico e/o anche dell'eutanasia.
Ma è proprio questa libertà  di scelta  che si vuol negare  e si vuol tappare la bocca a chi la sostiene, criminalizzandola e mettendola in contrapposizione con altri diritti che nessuno contesta.
E questa dei millantati difensori della vita è  in realtà  una prevaricazione.



-- Intanto, mentre Casini  andava a caccia di consensi vaticani,  per una finta e superflua battaglia, oggi si sono susseguiti scontri a Roma e manifestazioni in tutta Italia per la giornata di protesta contro il governo e i tagli all'istruzione di universitari e liceali.
In foto un momento degli scontri tra polizia e studenti davanti al Senato




 


lunedì 15 novembre 2010

il Cavaliere "nero". Lo fermi chi può

Basta guardare le ultime foto: il "Cavaliere" si mostra corrucciato e "nero", 
con lo sguardo accigliato e fisso verso non si sa cosa, la mascella contratta, l'espressione  torva di chi si sente in guerra col mondo intero.
Non è un bel vedere e non promette nulla di buono.
Anche se questo tipo di paragone può non piacere, fa venire in mente quelle foto che ritraevano un Mussolini emaciato e stravolto al momento della sua liberazione da quell’ hotel sul Gran Sasso in cui era stato tenuto prigioniero dopo l’arresto ordinato dal re a seguito della caduta del fascismo decretata dall'odg di Dino Grandi nel Gran Consiglio del 25 luglio 1943.
Ernesto Galli della Loggia  l'altro ieri ha dedicato a Berlusconi un editoriale sul Corriere che lo descrive come leader e uomo solo, ormai abbandonato da tutti, vittima di se stesso, dei suoi errori e dei suoi cortigiani. Un ritratto psicologico-politico tale da suscitare quasi un sentimento di pena.
Ma non illudiamoci. Non è detto che sia davvero finito. Anche lui sta tentando alla disperata di costruirsi una sua Repubblica di Salò fondata sull'appoggio che ancora ha al Senato e pretendendo di sciogliere  la sola Camera (prerogativa che non gli compete), dividendo il Parlamento e , ancora una volta, l’Italia in due, la metà che sostiene Berlusconi e l'altra metà che non lo vuole.
Vi immaginate cosa succederebbe se, sciolta una Camera, dalle elezioni parziali per eleggere i soli deputati uscisse una prevalenza delle attuali opposizioni? Che dovrebbe fare allora il Capo dello Stato? Nominare due premier? Stiamo sognando.
Ma lui è ancora  disposto a tutto pur di non perdere la carica che un “popolo sovrano”  tanto imprevidente gli consegnò.
Adesso tocca al capo dello Stato e a tutte le altre forze politiche fermarlo in tempo, sull'orlo del precipizio, e non lasciare che questo succeda, se hanno davvero a cuore la difesa delle istituzioni democratiche.
Quale che sia il modo per arrivare ad una soluzione ("ribaltone", governo tecnico,  o provvisorio o natalizio, o elezioni...), non si può più prescindere dall'esigenza di mandare a casa quest'uomo che ha ormai perso il controllo della ragione.
(*) La foto in alto in formato più esteso, è stata pubblicata da "La Repubblica"  del 14 novembre  2010) . Ma ce ne sono tante altre,  simili, in circolazione

martedì 9 novembre 2010

La guerra del cerino ... e del cerone

Molla, non molla, questo è il dilemma. Dilemma amletico attualizzato che sta tenendo col fiato sospeso l'Italia, o almeno quella parte di italiani che ancora si appassionano alle vicende politiche dalle quali dipendono le sorti di questo Paese (e non è questione da poco).
Chi deve "mollare" non è ancora chiaro; se il Presidente della Camera Fini, decidendosi finalmente a staccare la spina e togliere la corrente che tiene in vita il Governo; o se debba mollare, dando le dimissioni, il premier Berlusconi, ulteriormente squalificato dalle ultime vicende personali di gossip (caso della procace minorenne marocchina Ruby "salvata" dalle sue telefonate in Questura, ragazze a vagonate portate a casa sua da tal Lele Mora, plaudente Emilio Fede ...) e di fatto senza maggioranza in Parlamento, dopo le sonore bordate di critiche che lo stesso Fini ha sparato domenica scorsa contro la sua politica, arrivando a chiedere esplicitamente le sue dimissioni, tra gli applausi scroscianti dei sostenitori di "Futuro e Libertà" neonato partito uscito dalla costola del PDL ormai defunto.
Richiesta ovviamente respinta dall'interessato che "non può dimettersi" dalla carica per non perdere gli "scudi" e i "lodi" protettivi nei confronti della magistratura di cui si era premunito. Pertanto tiene duro fino all'inverosimile per non finire, come dovrebbe, in un'aula di tribunale a difendersi da varie accuse, con qualche ragionevole probabilità di perdere.
Fini pure tiene duro nelle sue richieste, di dimissioni e di cambiamento, ma vuole che a staccare la spina sia lo stesso Berlusconi, per non dover andare a nuove elezioni con la responsabilità personale di aver fatto cadere il governo in un momento così delicato per l'Italia.
Insomma è una lotta all'ultimo sangue (metaforico, ovviamente), o un gara a braccio di ferro, la cui posta in gioco è un cerino acceso da lasciare per ultimo in mano all'avversario, perchè sia lui a bruciarsi le dita ( e, se tocca a Berlusconi, a sciogliersi pure il cerone che gli copre la faccia).

Tenta di resistere pure Bossi, aggrappato a Berlusconi come l'edera, nella speranza di fare in tempo a "portare a casa il federalismo", e ne parla come se si trattasse di portare a casa un prosciutto dal mercato, come premio e pagamento di un patto di fedeltà quindicinale.

Cosa "portiamo a casa" noi dall'alleanza di questa strana coppia è sotto gli occhi di tutti. Il Veneto "del fare" (tanta speculazione edilizia e cementificazione) sott'acqua da alluvione, e il crollo della casa dei gladiatori a Pompei, monumento di insostituibile valore storico-culturale, sono solo gli ultimi fatti simbolici del degrado e della crisi italiana. Un federalismo fatto in fretta e furia da un governo "in articulo mortis" e senza maggioranza, credo sarebbe un pessimo affare per tutti.
Intanto le cosiddette "opposizioni" si guardano bene dal fare fronte comune per coglier l'occasione delle divisioni altrui e mostrarsi capaci di costituire un'alternativa credibile, e procedono come sempre, anzi, più che mai, in ordine sparso, l'una contro l'altra armate: UDC, IDV, Sinistra e Libertà, Comunisti, Grillini, Radicali, API di Rutelli, e, dulcis in fundo, un PD diviso in tre o quattro , tra Area democratica, cattolici di osservanza o di distanza dai vescovi, veltroniani, rottamatori di Renzi e Civati, dalemiani nascosti tra i fedelissimi di un Bersani che non riesce a tenere le fila di un partito, sono impegnati in una guerra di posizioni personali che non può che portare ad una sconfitta per tutti.
-- In compenso va a gonfie vele il partito più resistente d'Italia:
il Partito Episcopale Cattolico Italiano, l'unico partito che sa quello che vuole in Italia, partito di governo e di opposizione a seconda delle convenienze, meglio conosciuto anche come CEI, Conferenza Episcopale italiana, il cui segretario, cardinal Angelo Bagnasco, ha dettato l'altro ieri l'agenda con le istruzioni mensili per il Governo e la classe politica italiana. E stavolta, più che istruzioni, ha dato una bella lezione zeppa di rimproveri e bacchettate al governo Berlusconi, un tempo blandito e sostenuto come provvidenziale.

Per l’Italia, "non è più tempo di galleggiare" ha affermato Bagnasco aprendo ad Assisi l’Assemblea straordinaria dell’Episcopato Italiano.
"Nel nostro animo di sacerdoti siamo angustiati per l’Italia che scorgiamo come inceppata nei suoi meccanismi decisionali, mentre il Paese appare attonito e guarda disorientato".....
"Non abbiamo peraltro suggerimenti tecnico-politici da offrire, salvo un invito sempre più accorato e pressante a cambiare registri, a fare tutti uno scatto in avanti concreto e stabile verso soluzioni utili al Paese e il più possibile condivise".
I vescovi italiani denunciano una "caduta di qualità sulla scena politica" che chiama in causa "non solo la dimensione tecnicamente politico-amministrativa, ma anche quella culturale e morale che ne è, a sua volta, lo specifico orizzonte". E rilevano " il venir meno della tensione necessaria tra ideali personali, valori oggettivi e la vita vissuta", che sono "tra loro profondamente intrecciati".
E via di questo passo. Ma non solo.
Ieri su Avvenire, quotidiano dei vescovi italiani, il nuovo direttore ha già cominciato a bacchettare anche Fini, troppo laico e "anticlericale" per i loro gusti, e ha sostanzialmente diffidato i cattolici, e in primo luogo l'UDC di Casini, dall'allearsi con lui. O nelle urne saran dolori per loro.
Ognuno ne tragga le conseguenze che preferisce.
(*) L'illustrazione à stata ripresa da Il Fatto quotidiano

lunedì 25 ottobre 2010

Anticlericalismo immaginario e ateofobia reale e ministeriale

Ma in Italia siamo o no liberi di non credere in una religione dogmatica e istituzionalizzata, così come viene presentata e imposta dalle gerarchie ecclesiastiche? Solo le religioni monoteiste riconosciute come tali, e in Italia soprattutto, o solo, il cattolicesimo, hanno diritto di cittadinanza, di parola e di critica, mentre chi non è credente, o diversamente credente, si merita solo la reprimenda di un ministro che li insulta pubblicamente come soggetti perversi e pericolosi per la società? Ma allora la Costituzione, art. 3, che ci sta a fare?
Domande che ritornano sempre di attualità e dai giorni scorsi alla ribalta della cronaca per un imperdonabile intervento del ministro Frattini, ma anche per un'ambigua espressione di Nichi Vendola che si è candidato a diventare esponente guida del centrosinistra.

Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha scritto l’altro ieri un articolo, pubblicato su L'Osservatore romano, organo del Vaticano, con accuse pesantissime nei confronti dei non credenti. Ha infatti sostenuto che «l’ateismo, il materialismo e il relativismo» sono «fenomeni perversi», caratterizzati da «fanatismo e intolleranza», che «minacciano la società», e vanno pertanto combattuti con un’alleanza tra cristiani, musulmani ed ebrei.......
Con questa strabiliante esternazione Frattini ha dato una ulteriore dimostrazione della sua pochezza di uomo e di ministro degli Esteri, inconsapevole della importanza delle sue funzioni e dei doveri che comporta nei confronti di tutti i cittadini italiani. Finora non ha saputo far di meglio che passare dal ruolo di guida turistica per il dittatore islamico Gheddafi a quello di sacrestano per il Papa, ancora più papista di lui nell’offendere quella parte dei cittadini italiani che hanno tutto il diritto di professarsi atei, o agnostici o culturalmente relativisti, e che come tali non hanno arrecato alcun danno alla società, a differenza di tanti seguaci delle religioni monoteiste.
Giustamente, in un suo intervento di protesta, Raffaele Carcano dell'UAAR ha fatto rilevare che solo Ahmadinejad aveva avanzato una proposta del genere scrivendo al Papa (che almeno finora non sembra abbia risposto ufficialmente). Che un ministro della Repubblica italiana arrivi ad auspicare una nuova "santa alleanza" tra religioni monoteiste, non per favorire la pace e la serena convivenza di cui ci sarebbe tanto bisogno, ma per unire le forze per avviare una "guerra santa", o nuova crociata che dir si voglia, per combattere i non credenti o diversamente credenti come fossero nemici pubblici, è inaudito.
Ma a tanto porta il servilismo, e fors'anche l'opportunismo di tanti politici italiani nei confronti delle gerarchie ecclesiastiche .
A questo proposito, è venuta anche, giusto ieri, come una ciliegina sulla torta di questa anomalia tutta italiana, una dichiarazione di Nichi Vendola nel corso del congresso di Firenze che l'ha incoronato a capo della Sel, ovvero Sinistra, ecologia e libertà, nuovo accorpamento politico che dovrebbe attrarre gli elettori di sinistra.
Per dimostrare la sua imparzialità e doppia incarnazione di cattolico- omosessuale laico, ha riproposto il vecchio ritornello del "dialogo" con il mondo cattolico, come se non si fosse fatto altro finora, peraltro con esiti disastrosi per i laici veri, assolutamente inascoltati. Non solo, ma ha stigmatizzato le "pulsioni anticlericali", che non so dove e in chi le abbia riscontrate.
Non so come esprimere per iscritto un mugugno che mi viene a voce. Vendola più parla più mi suscita dubbi. E quest’ultimo comizio, mi pare trasudi proprio lo stile politichese e cerchiobottista di chi, in vista di primarie e di elezioni, liscia il pelo a destra, a manca e al centro, ai laici e ai cattolici (osservanti e fai da te), ai lavoratori e ai padroni, agli etero e agli omosessuali, agli abortisti e agli antiabortisti, sfumando di fatto sui temi etici senza prendere una posizione chiara.
Non vorrei che pure lui facesse un programma basato sul “ma anche” veltroniano o sul sinistrismo radicalchic alla Bertinotti, che hanno tolto ogni identità e speranza alla sinistra. L’unica frase chiara che ha detto è proprio quella che condanna l’”anticlericalismo”, ma era meglio se ce la risparmiava, perchè non può far finta di non sapere che l’anticlericalismo ha ragion d’essere se e in quanto più forte e invadente è il clericalismo. Se guarda la situazione italiana, da politico che vuol candidarsi a guidare il centrosinistra, pensa proprio che sia l’anticlericalismo a farla da padrone o a creare qualche problema o ostacolo alla promulgazione di leggi laiche e giuste, che salvaguardino libertà di coscienza e scelta e uguaglianza di diritti?
In conclusione, a destra come a sinistra, il libero pensiero non sembra avere diritto di cittadinanza, e nessuno vuol capire (o finge di non capire) che la laicità prevista dalla Costituzione e chiesta dai laici democratici non è contro i credenti in qualsivoglia religione, ma è per la libertà di tutti di esprimere le proprie idee, e per non subire discriminazioni o limitazioni di diritti fondamentali a causa del prevalere di una religione.

domenica 24 ottobre 2010

La volpe e l'uva che non riesce a pigliare

Dopo la "profonda perplessità" espressa dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano per la formulazione dell'emendamento Vizzini approvato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato e inserito nel testo del cosiddetto Lodo Alfano-bis, Berlusconi si è detto pronto a ritirare questa proposta di legge, che non lo soddisfa e che lui - dice - non ha nemmeno chiesto.

E' quasi patetico il nostro premier quando è costretto a cercare giustificazioni per coprire le proprie manovre mal riuscite e battere in ritirata. Fa venire in mente la volpe di quella classica favoletta che, non riuscendo ad afferrare un ambito grappolo d'uva, se ne andò seccata dicendo che tanto quell'uva era acerba.

Certo che deve essere dura dover accettare che nonostante tutti i marchingegni studiati dal nutrito staff dei suoi avvocati-parlamentari, nonostante la compiacenza di una Commissione parlamentare che andrebbe ribattezzata "degli Affari Incostituzionali", nonostante l'appoggio di un ministro della Giustizia che ha fatto della difesa del premier lo scopo della sua vita e la sua missione ( e tutti a "sua insaputa", anzi contro la sua volontà), ancora allo "scudo" sicuro che gli garantisca l'impunità per il passato e per il futuro non ci è arrivato.

E' per questo che ha la faccia così scura negli ultimi tempi.

Consiglio quindi agli zelanti amici suoi di lasciar perdere con tutti questi goffi e mal riusciti "lodi" e "scudi" e lasciare che il nostro premier affronti finalmente e coraggiosamente a viso aperto gli ultimi rimasugli di processi non prescritti per dimostrare ai giudici comunisti la sua specchiata innocenza.

Consiglio ovviamente assolutamente inutile e retorico, perchè gli amici suoi e lui stesso si guarderanno bene dal seguirlo, poichè l'ottenimento del salvagente giudiziario per il nostro premier è questione di vita o di morte (del governo), quindi saranno già all'opera per studiare un nuovo marchingegno per evitare eventuali ulteriori stop del Presidente della Repubblica e della Corte Costituzionale.

E, a questo proposito, bisogna tessere un elogio alla Costituzione e ai Padri Costituenti che la scrissero, perchè, nonostante tutti gli attacchi che gli hacker berlusconiani le stanno muovendo, il suo "sistema" difensivo di pesi e contrappesi resiste ancora.


mercoledì 13 ottobre 2010

Barbarie del terzo millennio - 2

Non si à ancora finito di rimestare nel fango del caso della povera Sarah, che già la cronaca ci offre altri casi di barbarie, più o meno grave a seconda dei punti di vista. La rassegna stampa che ogni giorno continuo ad infliggermi, tra ieri e oggi mi ha regalato questi spunti per meditazione:
- A Milano un tassista è stato picchiato, fino a essere ridotto in coma, da alcuni giovinastri che hanno voluto punirlo per aver travolto e ucciso un cane che, sfuggito di mano alla padrona, gli aveva improvvisamente attraversato la strada.

- A Roma, per un banale diverbio sulla precedenza in una fila alla stazione della metropolitana, un giovanotto ha dato un pugno e buttato a terra una giovane donna che ha battuto il capo e ora si trova in coma e in pericolo di morte all'ospedale. Dall'esame delle telecamere di sorveglianza è emerso che nè il giovane dal pugno facile nè tanti altri passanti si sono fermati per cercare di prestar soccorso alla giovane stesa a terra. Solo un altro giovanotto si è deciso a fermare il manesco e a chiamare soccorsi per la donna ferita.
* Aggiornamento del 20 ottobre : la sfortunata donna, una infermiera romena , madre di un bambino, è morta dopo una settimana di coma. Il giovane romano responsabile della sua morte è stato portato in carcere, dopo una settimana di arresti domiciliari. Una piccola folla di amici e conoscenti a vario titolo ha protestato e inveito contro i carabinieri che l'arrestavano e ha reclamato a gran voce e con striscioni la liberazione di questo "eroe" barbaro dei nostri tempi. Sono passati 2000 anni da quando una folla reclamò la liberazione di Barabba, ma nulla è cambiato.

- Si sono svolti ieri i funerali di 4 giovani alpini morti in Afghanistan a causa di una bomba che li ha fatti saltare in aria col loro blindato durante uno degli abituali spostamenti nel corso della cosiddetta "missione di pace" che da 6 anni vede impegnati i nostri soldati, assieme a migliaia di altre nazionalità aderenti ad una iniziativa dell'ONU. Iniziativa che doveva favorire la pace, ma che vive in un perenne stato di guerra che ha causato migliaia di morti.
Una situazione di arretratezza e barbarie, regno di conflitti tribali, coltivazione della droga, culto delle armi e burka per le donne, quella in Afghanistan, che non è migliorata con questo tipo di missioni di pace, nè migliorerà mettendo le bombe sugli aerei come vorrebbe il nostro ministro della Difesa, La Russa.

- Ieri a Genova un migliaio di "tifosi" serbi si sono scatenati in atti di violenza e vandalismo impedendo lo svolgimento di una partita tra la nazionale di calcio italiana e quella serba. Arrestato il caporione della banda, supertatuato e pregiudicato. Come , perchè e per conto di chi si muovano queste bande di scalmanati e quali fini si propongano, di barbarie personale o di lotta politica etnica o razzista, non è dato sapere.

- Ad Adro, paesino del nord Italia diventato famoso per la sua scuola tappezzata da ben 700 simboli della Lega, il sindaco leghista Lancini vuol denunciare le autorità scolastiche che, anche su invito del Ministro Gelmini, hanno rimosso o cancellato tali simboli. Secondo lui la rimozione è stato un "atto illegittimo" e sarebbe stato invece legittima la sua pretesa di fare di una scuola pubblica una sede di propaganda del suo partito.
Da mettere nella sezione "barbarie cultural-politica", o in un pensionato curativo nel reparto "politici fuori di testa"

- A Belluno , altri politici leghisti, meritevoli del suddetto ricovero, si sono opposti all'esposizione della bandiera italiana per gli alpini uccisi in Afghanistan, in missione voluta e approvata dal governo italiano. Ma non perchè contrari alla missione, ma perchè rifiutano ormai ovunque la bandiera italiana e vogliono solo quella della "Padania" (che non esiste).

- Il senatore Beppe Pisanu (del PDL), presidente della Commissione parlamentare antimafia, dopo lunga e meditata indagine, ha concluso che le liste elettorali per le ultime elezioni amministrative erano piene di "gente non degna di rappresentare nessuno", in quanto inquisiti o condannati per vari reati.
E tanti Prefetti non hanno collaborato alla sua indagine, rifiutandosi di rispondere a domande e richieste di informazioni in merito.
Grande e "bella" scoperta , ma un po' tardiva, fatta da un politico di lungo corso ex DC che accetta di militare in un partito, il PDL, il cui coordinatore è tal Denis Verdini, inquisito per reati che non sono certo compatibili con le cariche che ricopre e la fiducia di cui gode da parte del nostro premier (che pure è pluriinquisito e sarebbe ineleggibile in qualsiasi altro paese democratico e civile....).

- Dulcis in fundo: il capo del Governo, Silvio Berlusconi, ha tessuto ieri un elogio del defunto ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, in quanto "picconatore della Costituzione". "La Costituzione non è un dogma" ha sentenziato il nostro picconatore della legalità n. 2.
Sarà. Ma, se dio vuole, non è un dogma neanche tenerci Silvio Berlusconi vita natural durante. Purtroppo con un "popolo sovrano" così zavorrato da "barbari", non c'è tanto da ben sperare.
Aggiornamento del 20 ottobre : Infatti la Commissione Affari costituzionali del Senato (che meglio sarebbe rinominare degli "Affari Incostituzionali") ha ieri approvato l'emendamento Vizzini al Lodo Alfano, che consentirà al premier di sfuggire ancora una volta ai processi , con effetto retroattivo anche per fatti precedenti la sua carica e non inerenti le sue funzioni di governo: e pure con effetto futuribile qualora il prossimo Parlamento, eletto dagli italiani sudditi felici del nostro sovrano, decidesse di elevarlo alla prima carica dello Stato.

** Fortuna che in Cile , dopo 70 giorni di incubo, i 33 minatori sepolti vivi nella miniera in cui lavoravano, a 700 metri di profondità, sono stati liberati uno ad uno, con una complessa e difficile operazione di salvataggio.
Una bella notizia e una lezione di civiltà da un Sudamerica che finora era citato solo perchè passava da una revoluciòn ad un golpe o a una dittatura militare.

Si può ancora sperare di sconfiggere la barbarie?

sabato 9 ottobre 2010

Barbarie del terzo millennio.

Mi riesce sempre più difficile commentare i fatti del giorno più rilevanti, perchè cresce sempre più in me la sfiducia e cala invece la speranza che le cose del mondo possano cambiare in meglio. Pessimismo senile? Può darsi, ma non certo associato a nostalgia per ipotetici "bei tempi andati" come spesso si riscontra negli anziani. Anzi, conosco bene i problemi e le tragedie del passato, e quindi non ho nostalgie, e non sono certo tra quelli che dicono che "si stava meglio quando si stava peggio".
Mi scoraggia invece constatare come ancora oggi, agli inizi del terzo millennio dopo Cristo, si manifestino atti di barbarie che si sperava fossero retaggio di un passato lontano, frutto di ignoranza, isolamento e lontananza dal mondo civile. Mi riferisco al caso della povera fanciulla quindicenne strangolata dallo zio e addirittura pure violentata dopo la sua morte. Ed è di ieri anche la denuncia di un caso di pedofilia compiuto da un giovanotto con fidanzata, che si è accanito contro una bambina di due anni, sorellina della fidanzata stessa. Non sto a ripetere, se non per citazione sintetica, le migliaia di casi di pedofilia compiuti da religiosi e da gente comune di ogni classe sociale, i frequentissimi casi di violenza su donne che sfociano spesso anche in omicidio.
E tutto questo non avviene tra primitivi uomini delle caverne, ancora a mezza strada tra l'ominide e l'homo sapiens, ma in mezzo ad una società culturalmente evoluta, sviluppata e organizzata, dotata di mezzi tecnologici moderni per la conoscenza e la comunicazione.

Bisognerà pur chiedersi perché. E le risposte che si possono dare forse variano da un caso all'altro. Ma mi pare ci sia un denominatore comune, per il passato come per il presente e per tutta la variegata casistica che compare sulle cronache: la sessualità maschile che in tanti, troppi casi è vissuta in modo violento, perverso, frutto di una concupiscenza irrefrenabile che non ammette rifiuto o resistenza, unita ad una volontà di imposizione e dominio sulla bambina, o fanciulla, o donna, o bambino; oggetti del desiderio scelti spesso , oltre che per qualche loro attrattiva, anche perché appaiono deboli e indifesi. Perché in genere è evidente che i violentatori sono dei vigliacchi, uomini che non sono capaci di accettare un rapporto con una donna alla pari, che non sono capaci di vedere e accettare una donna, o una bambina, come persona, ma la vedono solo come preda su cui sfogare le loro pulsioni sessuali e di possesso, non importa come.

Questi barbari del secondo e del terzo millennio, dotati di telefonino, auto e magari computer, all'apparenza sono in genere considerate persone per bene , "normali", e invece nascondono la bestia, il mostro che è dentro di loro.
Come individuarli prima che facciano del male? Domanda da un milione di dollari.
Adesso tutti si scatenano a invocare la pena di morte, ma non credo che questo serva da deterrente o sia la giusta punizione a tragedia avvenuta.

Come non giova quell'invasione a dosi massicce di scene di sessualità violenta che debordano da televisioni e cinema, quella spettacolarizzazione del dolore di famigliari e amici, quei processi in Tv dove spesso sono proprio i carnefici a trovare più spazio, udienza e pubblicità per autoassolversi e suscitare magari pietà e chiedere insinceri perdoni, sbandierando la recita di rosari, avemarie e "atti di contrizione".
Nè mi convince la "giustificazione" dei difensori di questo abominevole individuo che adombrano una ipotetica violenza da lui subita quand'era bambino, oppure il ricorso alla seminfermità mentale, con eventuale proposta di assoluzione perchè "non in grado di intendere e di volere".
Certo a tutti viene da pensare che uno che si comporta come questo Michele Misseri qualche rotella fuori posto nel cervello la deve avere. Ma è pur vero che ha avuto anche una notevole capacità di dissimulazione, una volontà e abilità luciferina nel cercare di depistare e nascondere cadavere e prove, quindi dove gli fa comodo è capacissimo di intendere e di volere.

Se devo proprio dire tutto quello che penso, su questo e altri casi simili, dico che non mi piacciono gli applausi ai funerali, specie se di giovani vittime innocenti di omicidi con stupro. Silenzio e lacrime sarebbero più appropriati. Non mi piacciono i talk show sui delitti, da RAI 1 a Canale 5, dal mattino al pomeriggio alla sera; mi sembra facciano un lavoro da sciacalli, o quantomeno una impietosa strumentalizzazione a soli fini di audience, che può anche arrecare danno alle indagini vere della polizia, solleticare il guardonismo e la curiosità morbosa, esaltare le menti deboli o condizionarle, favorire l' esibizionismo di parenti, amici , nemici, pseudo-esperti tuttologi (a pagamento?) della chiacchiera televisiva, con pareri fuorvianti e quasi sempre fasulli.

Quanto alla specifica trasmissione della Sciarrelli sul caso di Sarah Scazzi, riconosco alla conduttrice un certo garbo e la richiesta alla madre di sospendere la trasmissione. Poi però l'ha tirata troppo per le lunghe, ovviamente a fini di audience. Ma non mi è piaciuto nemmeno l'atteggiamento di molti famigliari della povera ragazzina, troppo inclini all'intervista in diretta, troppo inclini ad autodifendersi e proteggersi a vicenda, dopo aver rivolto appelli pubblici al capo dello Stato per avere aerei e tante forze dell'ordine per le ricerche; mentre il padre se ne stava in Germania e la madre si faceva intervistare in Tv proprio dalla casa dell'assassino, rimanendo impassibile all'annuncio del ritrovamento della figlia morta, come se già sapesse. Troppe contraddizioni, troppe ombre in questa storia. La povera Sarah, oltre che vittima dello zio-mostro è stata anche vittima di un contesto familiare e sociale che forse non l'ha aiutata abbastanza a crescere e maturare in vita e poi ha mal gestito la sua morte.